Diventare madri a dodici, tredici, sedici anni. Sono le baby mamme, protagoniste del sesso per gioco e costrette a diventare adulte prima del tempo.
In America il fenomeno delle teen mom, è piuttosto diffuso e desta molto interesse. Nel 2009 il film "Juno", protagonista una giovane ragazzina rimasta incinta a soli sedici anni, ha riscosso un grande successo di pubblico. Anche la tv si interessa al problema, nel reality show cult, “16 and pregnant”, trasmesso anche in Italia nel novembre del 2009. L’impostazione è quella del docu-show. Una telecamera segue delle giovani ragazze a partire dai quattro mesi e mezzo di gravidanza fino ai primi mesi di vita del bambino, raccontando problematiche, sensazioni, e difficoltà. Tutto cambia nella vita delle protagoniste: il proprio corpo, lo sguardo dei coetanei, il rapporto con i genitori. Il racconto delle sensazioni è
affidato alle parole delle giovani donne che in una sorta di diario esprimono con la loro voce turbamenti e paure.
Ma è giusto lasciare che sia la televisione a mostrare un argomento così delicato? Il rischio che in questa maniera si banalizzi il fenomeno attirando tentativi di emulazione e proponendo modelli negativi è reale. Se ne sono accorti gli autori del reality show che hanno dedicato una puntata speciale all’approfondimento del tema da parte di un esperto. Coinvolgendo le madri delle protagoniste si è parlato di aborto, di istruzione e di malattie sessualmente
trasmissibili.
Infatti sono la scuola e la famiglia, i primi ad avere il compito di mostrare i rischi e supportare l’adolescente nel vivere questa fase molto delicata. Se la televisione accende i riflettori sul problema tanto meglio, poi tocca a tutti gli altri fare il resto