Le quattro fasi del parto
Dopo nove mesi, finalmente è giunta l'ora del parto: ecco le quattro fasi in cui si svolge
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Le future mamme spesso sono terrorizzate all'idea di partorire: per essere più tranquille e sicure in questo delicato momento, è bene essere informate su come si svolge il parto e sulle sue quattro fasi.
Il pretravaglio: si avvertono le prime contrazioni, irregolari e poco dolorose; questa fase è una specie di "avvertimento" dell'imminente nascita del vostro bambino, caratterizzata anche dalla perdita del tappo mucoso, cioè una consistenza gelatinosa striata di rosso, causata dalla rottura dei capillari.
Il travaglio: le contrazioni si fanno più intense, fino a dilatare completamente il collo dell'utero, per permettere la fuoriuscita del bambino; il travaglio ha una durata variabile, e aumenta via via di intensità trasfomandosi nell'impulso impellente di "spingere" via il nascituro. Questa fase, molto delicata, va affrontata cercando di restare calme, e circondandosi delle attenzioni dei propri cari; una corretta respirazione è molto importante, per evitare che ci si affanni troppo affaticandosi inutilmente. Respirate quindi profondamente, lentamente, e cercate di rilassare i muscoli il più possibile, anche per sentire meno dolore. Per recuperare le energie, potete anche consumare piccole quantità di zuccheri, come un cucchiaio di miele o una zolletta da tè.
La fase espulsiva: è il rush finale del parto, quando ci si aspetta l'ultima spinta della neomamma; tra il periodo dilatante e questo vi è una silenziosa fase di transizione e calma, fino all'impulso irresistibile di "liberarsi": per finire il parto può passare anche un'ora o più- di solito i tempi si stringono dopo il primo figlio. Utilizzate i muscoli addominali per spingere verso il basso, ispirando profondamente all'inizio di ogni contrazione. Urlare vi sfoga e vi incoraggia a spingere, quindi, bando al pudore!
Il secondamento: è finita. Il secondamento avviene quando viene espulsa anche la placenta, dopo il neonato; può avvenire fino a 40 minuti dopo la nascita del bimbo, e avviene di norma spontaneamente; se così non fosse, il medico può somministrarvi una piccola dose di ossitocina attraverso un'inizione nel cordone ombelicale, per favorire il procedimento.
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La fase espulsiva: è il rush finale del parto, quando ci si aspetta l'ultima spinta della neomamma; tra il periodo dilatante e questo vi è una silenziosa fase di transizione e calma, fino all'impulso irresistibile di "liberarsi": per finire il parto può passare anche un'ora o più- di solito i tempi si stringono dopo il primo figlio. Utilizzate i muscoli addominali per spingere verso il basso, ispirando profondamente all'inizio di ogni contrazione. Urlare vi sfoga e vi incoraggia a spingere, quindi, bando al pudore!
Il secondamento: è finita. Il secondamento avviene quando viene espulsa anche la placenta, dopo il neonato; può avvenire fino a 40 minuti dopo la nascita del bimbo, e avviene di norma spontaneamente; se così non fosse, il medico può somministrarvi una piccola dose di ossitocina attraverso un'inizione nel cordone ombelicale, per favorire il procedimento.
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Fabia Fleri - Nexta
| Data: 18/1/2012 | Visto: 8519 |







