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Non è un Paese per bimbi

In Italia chi fa un figlio e lavora si trova ad affrontare il problema dell'asilo nido.

Se il titolo dell'ultimo film dei fratelli Ethan e Joel Coen era Non è un Paese per vecchi, si potrebbe dire che l'Italia non è fatta per i bambini. O almeno per i genitori che hanno figli piccoli e non possono permettersi di lasciare il lavoro per accudirli. Nel nostro Paese infatti gli asili nido sono diventati sempre più cari e, spesso, poco accessibili. Le rette dei nidi privati sono elevatissime (fino a oltre 15mila euro all'anno a Roma) e in quelli comunali sono lunghissime le liste d'attesa cui sottoporsi. Più di tremila strutture e 130mila 244 posti disponibili in 1388 comuni (il 17% dei municipi italiani) non coprono le esigenze delle famiglie con un bambino da zero a tre anni. Nonostante il numero dei nidi comunali sia cresciuto, un quarto dei genitori che richiede l'iscrizione rimane in lista d'attesa: al Sud è così per il 30% delle domande presentate, al Centro per il 29% e al Nord per il 18 per cento.

La regione che raggiunge il più elevato numero di nidi è la Lombardia con 617 strutture e 27mila posti disponibili. Seguono l'Emilia Romagna (540 nidi e 23463 posti), la Toscana (399 nidi e 14.137 posti), il Lazio (244 nidi e 13.571 posti) e il Piemonte (223 nidi e 11052 posti). Si spende meno in Calabria dove gli asili costano alle famiglie 118 euro al mese, più care le rette in Trentino Alto Adige (406 euro). A Milano i posti nei nidi d'infanzia comunali nel 2008 sono stati 9010, suddivisi in 298 strutture (170 del Comune, gli altri in convenzione). A frequentare sono stati 8780 bambini e i posti disponibili sono stati 231. Nonostante questi posti liberi (in scuole in cui c'era disponibilità ma non richiesta) la lista d'attesa ha contato 128 bebé da 1 a 3 anni.

La città più economica si conferma per il terzo anno consecutivo Roma (146 euro), seguita da Chieti (162 euro) e Reggio Calabria (167 euro). Nella graduatoria delle città più costose figurano Lecco, con la retta record di 572 euro al mese, Belluno, Bergamo, Mantova, Cuneo, Treviso, Sondrio e Vicenza, mentre Udine e Pordenone subentrano a Mantova e Varese: tutte nel Nord Italia. Ancora troppo pochi gli asili nido aziendali, che riguardano certamente un'élite di dipendenti, ma quelli che ci sono funzionano davvero bene. Una soluzione questa che dovrebbe davvero essere incentivata dallo Stato: mamme e papà che lavorano avrebbero così la comodità di lasciare il proprio bimbo nello stesso posto in cui lavorano, con costi sicuramente inferiori a quelli di mercato poiché le aziende che offrono il servizio pagano anche una quota della retta mensile.
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Data: 22/1/2009 Visto: 22880


 
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