Resistere ai capricci del pupo
Come non perdere la pazienza di fronte ai capricci
Ci sono momenti nella vita con i figli in cui è davvero difficile mantenere la calma. Si può essere un genitore amorevole e aver letto decine di libri di pedagogia, ma poi perdere ugualmente la pazienza di fronte all'ennesimo capriccio alla cassa del supermercato. E poco importa se si conosce la teoria - i famosi "limiti" da porre al bambino, la salutare "sfida" dei piccoli ai genitori per superarli - per riuscire a non dare in escandescenze bisogna fare appello a tutte le proprie forze. E non sempre ci si riesce. Stress, tempi sempoe all'osso, vita frenetica non aiutano certo i genitori a mantenere il punto con serenità e autorevolezza. E si sbaglia di grosso se si crede che le urla di mamma e papà facciano meno male dello sculaccione: recentemente il New York Times ha affontato l'argomento sottolineando come ci fossero molti studi sugli effetti delle sculacciate mentre pochissime ricerche hanno sondato le conseguenze gli strilli dei genitori.
«I genitori di oggi sono sottoposti a stress, devono rincorrere il tempo e si inalberano per un nonnulla, come mai avveniva in passato, i nostri figlioletti assecondati in tutto, iper-stimolati e teledipendenti sono più "impegnativi" rispetto ai loro predecessori - scrive Hollie Smith, giornalista e autrice di libri sul benessere e l'educazione dei figli nel suo "Contiamo fino a 10" (red! edizioni) -. Il peso delle aspettative poi non viene certo in aiuto: a volte sembra che madri e padri debbano partecipare alle competizioni olimpiche, in gara per la medaglia d'oro nella lotta alla casa più bella, al lavoro migliore, ai bambini nutriti con cibo biologico, e che riscono bene in tutto. Magari!».
- Se pensate di essere dei cattivi genitori perché ogni tanto perdete la calma, sappiate che non siete soli: parlatene con amici e conoscenti, scoprirete che capita anche a loro. Ma non per questo dovete abbandonare l'idea di cambiare atteggiamento! L'importante è avere delle linee guida per imparare a gestire la rabbia.
- Riconoscere il vostro punto critico, qual è cioè l'atteggiamento o la situazione che vi fanno arrabbiare di più. Per alcuni genitori è il disordine dei figli a far scattare la molla, per altri è il fatto non ascoltano, altri ancora non sopportano l'impazienza. Alcuni momenti "a rischio" classici sono la preparazione per la scuola alla mattina, l'ora di andare a letto, i pasti. Gli atteggiamenti dei bambini giudicati più irritanti sono i litigi tra fratelli, i piagnucolii, la "sordità selettiva", la confusione. L'importante è identificare il problema e tentare di aggirarlo per quanto possibile, e magari lasciar correre le piccole cose per concentrarvi sulla correzione di comportamenti davvero negativi dividendo cioè le regole di casa tra negoziabili e non negoziabili.
- Riuscire a fermarsi prima di eslodere, fare una pausa, chiedere al partner di prendrere in mano la situazione, rimandare la decisione, cambiare stanza per qualche minuto. E poi, naturalmente, contate fino a 10 (e se non basta fino a 20). Se invece la calma ormai se n'è andata, e state per fare una sfuriata, ricordatevi di biasimare sempre il comportamento del piccolo e non il bambino stesso. Non prendete le provocazioni sul personale, provate anzi a spiazzarli: se dice «Ti odio mamma!», rispondete «Peccato, perché invece io ti voglio bene».
- Voltare pagina. Se avete ceduto alla rabbia, chiedete scusa e rassicurate i vostri figli sul fatto che qualsiasi cosa facciano voi continuerete ad amarli.
«I genitori di oggi sono sottoposti a stress, devono rincorrere il tempo e si inalberano per un nonnulla, come mai avveniva in passato, i nostri figlioletti assecondati in tutto, iper-stimolati e teledipendenti sono più "impegnativi" rispetto ai loro predecessori - scrive Hollie Smith, giornalista e autrice di libri sul benessere e l'educazione dei figli nel suo "Contiamo fino a 10" (red! edizioni) -. Il peso delle aspettative poi non viene certo in aiuto: a volte sembra che madri e padri debbano partecipare alle competizioni olimpiche, in gara per la medaglia d'oro nella lotta alla casa più bella, al lavoro migliore, ai bambini nutriti con cibo biologico, e che riscono bene in tutto. Magari!».
- Se pensate di essere dei cattivi genitori perché ogni tanto perdete la calma, sappiate che non siete soli: parlatene con amici e conoscenti, scoprirete che capita anche a loro. Ma non per questo dovete abbandonare l'idea di cambiare atteggiamento! L'importante è avere delle linee guida per imparare a gestire la rabbia.
- Riconoscere il vostro punto critico, qual è cioè l'atteggiamento o la situazione che vi fanno arrabbiare di più. Per alcuni genitori è il disordine dei figli a far scattare la molla, per altri è il fatto non ascoltano, altri ancora non sopportano l'impazienza. Alcuni momenti "a rischio" classici sono la preparazione per la scuola alla mattina, l'ora di andare a letto, i pasti. Gli atteggiamenti dei bambini giudicati più irritanti sono i litigi tra fratelli, i piagnucolii, la "sordità selettiva", la confusione. L'importante è identificare il problema e tentare di aggirarlo per quanto possibile, e magari lasciar correre le piccole cose per concentrarvi sulla correzione di comportamenti davvero negativi dividendo cioè le regole di casa tra negoziabili e non negoziabili.
- Riuscire a fermarsi prima di eslodere, fare una pausa, chiedere al partner di prendrere in mano la situazione, rimandare la decisione, cambiare stanza per qualche minuto. E poi, naturalmente, contate fino a 10 (e se non basta fino a 20). Se invece la calma ormai se n'è andata, e state per fare una sfuriata, ricordatevi di biasimare sempre il comportamento del piccolo e non il bambino stesso. Non prendete le provocazioni sul personale, provate anzi a spiazzarli: se dice «Ti odio mamma!», rispondete «Peccato, perché invece io ti voglio bene».
- Voltare pagina. Se avete ceduto alla rabbia, chiedete scusa e rassicurate i vostri figli sul fatto che qualsiasi cosa facciano voi continuerete ad amarli.
Libero News
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| Data: 23/12/2009 | Visto: 37835 |






