Piccoli Mozart crescono
Imparare la musica come si impara a parlare si può
Forse qualcuno avrà strimpellato la clavietta o il flauto dolce alle scuole medie, la maggior parte ricorderà al più le sette note, ma il novanta per cento degli adulti in linea di massima non sa leggere uno spartito in chiave di basso: i genitori che non hanno mai solfeggiato in vita loro e che - pur pieni di cd - hanno scarse, scarissime nozioni musicali sono la stragrande maggioranza.
Altro che spaghetti e mandolino: per la scuola italiana, il pentagramma è un trastullo per pochi eletti, per bambini un po' upper class, magari, o per geni col bernoccolo, piccoli che "hanno orecchio" e che risultano particolarmente intonati. E gli altri? In genere, la loro educazione musicale è considerata marginale e viene sistematica trascurata. Eppure è possibile apprendere la musica fin dai primissimi mesi di vita né più né meno attraverso lo stesso processo osmotico che consente di imparare a parlare la propria lingua madre.
Ne è convinto il professore della University of South Carolina e musicista Edwin E. Gordon che, sulla base di un cinquantennio di studi e osservazioni, ha elaborato un metodo di apprendimento nel quale per lo sviluppo della cosiddetta Audiation, ossia la capacità di pensare musicalmente, risulta fondamentale, come per l'acquisizione della lingua, la presenza di adulti che cantano interagendo con i piccoli suoni che emettono i bambini.
Ma nelle lezioni di musica per la prima infanzia secondo il metodo Gordon si cantano solo canti senza parole, costruiti non solo metri binarii (come le marce) o ternarii (come i valzer) ma anche su scale ritmicamente inusuali e complesse secondo i tre cardini della metodologia: varietà, complessità e variazione. Oltre alla voce, i bambini sono invitati a usare il corpo e a suonare, più avanti nel tempo, strumentini adatti alla loro età. L'Audiation ha un arco di sviluppo, secondo Gordon, che va dalla gestazione ai nove anni di vita del bambino, momento in cui in genere questo potenziale si stabilizza.
«Se un bambino ascolta buona musica dal giorno della sua nascita ed impara a suonarla da solo, allora svilupperà sensibilità, disciplina e pazienza. Ed otterrà uno splendido cuore»: questo il pensiero di Shinichi Suzuki, fondatore di un altro metodo di apprendimento musicale legato all'idea dell'arte come parte dell'essenza umana più profonda. L'ascolto abituale e l'imitazione sono, secondo Suzuki, le premesse necessarie per familiarizzare con la musica che, attraverso l'inserimento nei gruppi di ritmica prima e d'orchestra poi, diventa vero e proprio metodo di vita. Il tutto all'insegna dell'originalità e insopprimibile individualità di ciascuno.
| Data: 13/3/2009 | Visto: 9764 |






