Voglio un figlio, lui no
Quando il tuo desiderio di maternità lascia lui un po freddino
La storia è sempre la stessa: lei vuole un figlio ma lui tentenna. «Ho 33 anni - scrive Carmen su un blog - e voglio diventare mamma. So che anche a lui piace l'idea di diventare padre, me lo ha detto in varie occasioni. Purtroppo ogni volta che tocco il tema lui mi dice che non è il momento giusto e che dobbiamo aspettare». Maria, 29 anni, racconta una storia simile: «Io e il mio ragazzo stiamo insieme da cinque anni e voglio un figlio. Ogni volta che parlo del mio desiderio lui mi ascolta distrattamente. Adoro i bambini, sono cresciuta in una famiglia con tre fratelli più piccoli. Ci so fare con i bimbi e l'idea di averne uno mio dall'uomo che amo mi fa sentire felice. ma quando vedo la sua reazione sento che qualcosa sta cambiando tra noi». Le fa eco un'altra donna: «Ho 33 anni, siamo sposati da poco più di un anno, ma conviviamo da più di nove. Caratteri diversi, ma obiettivi comuni, sembra.. o sembrava. Insomma oggi l'ennesima sfuriata, nata come al solito dall'argomento che a quanto pare non si può toccare: fare un figlio. Credo di aver definitivamente capito, e forse avrei dovuto capirlo tempo fa, che non è pronto per diventare padre.. non vuole un figlio. Non adesso. Ho 33 anni, lo ripeto, 33 anni, non sono proprio una ragazzina...». Tutte le testimonianze sono unanimi: il sogno di molte donne di avere un figlio si spezza di fronte al no dei loro uomini.
Viviamo in un mondo dove tutto è programmato, anche la maternità. Da quando esistono i contraccettivi la maternità è diventata un atto volontario . Ma anche quando ti senti pronta e sono presenti i criteri di stabilità affettiva ed economica per accogliere un figlio nelle migliori condizioni possibili, lui tentenna e si inventa un bel po' di ragioni per farti capire che non è il momento di avere un figlio. Prima ancora di analizzare i reali motivi del suo scarso entusiasmo è necessario togliersi dalla testa questa visione ideale ma molto irreale che molte coppie hanno: il desiderio di un figlio non viene a tutti nello stesso momento. Persone diverse hanno desideri e tempi di maturazione diversi.
Generalmente la causa dei rifiuti di lui si riassume con una parola: la paura. Nel tuo uomo il timore di perdere la sua libertà e di non poter condurre la vita di coppia alla quale è abituato, è fortissima. In questi casi la prima cosa da fare è parlarne. Affrontare il tema apertamente e discutere degli aspetti positivi e negativi della nuova situazione può permettere di evitare eventuali blocchi da parte sua, Inoltre la comunicazione e il dialogo fanno miracoli se si vuole sdrammatizzare un periodo fondamentale nella storia di una coppia.
Un modo per fargli capire e accettare di buon grado la paternità è quello di illustrargli alcuni aspetti della nuova vita che lo aspetta: le gioie di essere padre, i compleanni, la complicità nei giochi, tutti quei momenti speciali che ogni padre riesce a vivere con i figli e che rendono la paternità un'esperienza straordinaria . Ma se i tuoi racconti non bastano a sciogliere i suoi timori puoi suggerirgli di parlare con quegli amici che sono già padri. Forse sentire altri uomini che hanno vissuto quell'esperienza può consentirgli di accettare la paternità come gioia e non come condanna.
Concedigli tempo per riflettere, anzi, per maturare. Moltissime delle sue ragioni non resistono a una solida argomentazione. E anche se l'ultimatum lo mette con le spalle al muro, è da evitare. Più proficuo sarebbe fargli capire che il periodo di riflessione non può essere indefinito. Anche perché l'orologio biologico continua a andare avanti e la pausa di riflessione, per gli uomini, può essere estremamente lunga.
Ma può succedere che dietro il suo scarso entusiasmo ci sia un vero "no". Non si tratta più delle solite spiegazioni che la maggior parte dei futuri papà danno ma che poi svaniscono per lasciare spazio a un coinvolgimento sempre più stretto con il progetto di famiglia. Questa volta il suo no è reale, consapevole e definitivo. La decisione grava tutta sulle tue spalle e se persisti nella realizzazione del tuo progetto di maternità sappi che è una strada non priva di incognite. Ma di fronte alla scelta se procedere comunque per soddisfare il tuo desiderio più profondo - soprattutto quando si sente forte il "tic tac" - non esiste consiglio che tenga, se non quello di seguire i propri istinti.
| Data: 27/10/2009 | Visto: 30704 |






