E io mi faccio il personal trainer

L'ultima frontiera del fitness è lui. Tutti i vip ce l'hanno. Ma a chi e cosa serve davvero? E soprattutto, quanto costa?

Ormai andare in palestra e sudare in mezzo ad altre persone non è più chic, ma demodè. Perché, come i vip insegnano, l'ultima frontiera in fatto di fitness è il personal trainer. Qualcuno che per un'ora intera, 2 o 3 volte a settimana (a seconda delle esigenze e del portafogli) si dedica esclusivamente a noi, con programmi di allenamento studiati e specifici. Ma attenzione, perché non tutti gli energumeni muscolosi che lavorano nelle palestre hanno le credenziali per farlo. Ce lo spiega bene Cristiano Riva, personal trainer (qualificato) di una delle principali palestre di Milano. Che con l'occasione dà anche un paio di consigli di alimentazione e allenamento. Perché la prima regola da seguire per ottenere i migliori risultati è: non strafare...

Innanzitutto: come si diventa personal trainer?
Da quando il vecchio diploma Isef è diventato un vero corso di laurea il personal trainer deve essere laureato in Scienze motorie. Che dà una preparazione non solo tecnica relativa ai vari tipi di sport e movimento, ma anche medico-anatomica. Poi, oltre alla formazione universitaria, esistono tanti corsi organizzati dalle varie federazioni che permettono di specializzarsi nel campo che si predilige. Mi riferisco per esempio a quelli più famosi organizzati dalla Issa che permettono di iniziare da subito a praticare la professione. Poi ognuno deve in modo autonomo restare aggiornato, con corsi di vario tipo.

Tra i numerosi personal trainer c'è chi ne approfitta e lo fa senza possederne il titolo?
Certo che sì, non tutti quelli operanti sono in possesso di una laurea o di qualche master o percorso formativo alternativo. Tanti si improvvisano. Nelle strutture più nuove le cose sono tenute molto più sotto controllo. Ci sono corsi interni da seguire, devi dimostrare prima di iniziare a lavorare di essere titolato. Nelle piccole palestre non è sempre così, ci sono anche persone che lavorano senza titolo. Magari hanno un passato di semplici body builder o assistenti di sala. Lo dico con dispiacere perché si rischia di stereotipare la figura del personal trainer come qualcuno che è alla pari del semplice assistente di sala. Ma non è così.

Questo potrebbe inquinare la vostra categoria?
Esatto, il problema è che ora il personal trainer lo fa chiunque, complice il fatto che la gente non è ancora molto istruita in merito. E associa spesso l'assistente di palestra come la persona adatta a seguirlo nello specifico. Ma i muscoli non bastano

Secondo te perché oggi la gente preferisce affidarsi a voi?
Un po', diciamolo, perché è di moda averne uno. Dividerei i clienti in due categorie: quelli che vengono da noi perché lo hanno letto sui giornali, sanno che tutti i vip hanno il proprio e quelli che effettivamente ne hanno bisogno e vogliono affrontare un percorso di formazione fisica più accurato. Penso, per esempio, alle persone che devono fare recuperi funzionali post intervento o dimagrire in modo corretto.

Ecco, hai toccato un tasto dolente, il dimagrimento...
Il problema è che le persone approcciano la perdita di peso in modo assolutamente sbagliato. Mentre chi vuol dimagrire bene sa che deve affidarsi a persone competenti.

Che tipo di clientela si rivolge al personal trainer?
La maggior parte sono donne, anche perché ad oggi sono ancora loro a frequentare in percentuale maggiore le palestre. E l'età varia dai 35, 45 anni. Poi può capitare anche il ragazzo giovane o l'anziano, ma il target medio è donna di età media

Forse non si scende sotto i 30 perché il vostro servizio è costoso. Quanto costa affidarsi a un personal trainer?
In palestra può costare dai 30 a i 50 euro. A domicilio invece costa di più, diciamo tra i 60 e i 65 euro circa

Le lezioni quanto durano?
Per lezione si intende una seduta di allenamento che può durare dai 45 ai 50 minuti. Alla fine la persona sta col personal circa un'ora.

Ma potrei fare anche solo un'ora ogni tanto o devo garantire un minimo di tot sedute?
Dipende sempre dall'obiettivo del cliente e dalle condizioni fisiche di partenza: se tu hai un buon grado di autonomia, sei una persona che fa attività fisica da molto tempo, hai una buona conoscenze fisiologica e anatomica, avrai bisogno di poco, magari ti basta anche una semplice consulenza. Se invece si presenta una persona di 40 anni che non ha mai visto una palestra in vita sua e manco sa cos'è un attrezzo, avrà bisogno di un percorso più lungo. Noi lavoriamo a pacchetti di breve, medio e lungo termine. Le persone scelgono il proprio in base a obiettivi e capacità.

Un personal trainer guadagna molto?
Dipende dal pacchetto cienti che nell'arco degli anni si è creato. Con una media di 6, 7 ore al giorno a 35-40 euro all'ora, il calcolo è presto fatto! (280-300 euro al giorno, lo diciamo noi, ndr).

Date anche una dieta da seguire?
Il discorso alimentare è complesso, perché di solito preferiamo consigliare al cliente di appoggiarsi a un professionista in materia. Non diamo regimi alimentare veri e propri, anche perché non potremmo farlo. La persona si deve affidare a un dietologo, a chi fa questo di lavoro. Anche perché attenzione stiamo parlando di persone che spesso hanno patologie di un certo tipo, disfunzioni, diabete, quindi è molto meglio che consultino uno specialista. Non vogliamo fare il lavoro di altri. Ovvio poi che se qualcuno mi chiede un semplice consiglio, io prima mi preoccupo di accertarmi che sia sano, dopodiché glielo dò volentieri. Ma semplici consigli di igiene alimentare.

Se dovessi dare in due parole un consiglio su quella che dovrebbe essere la dieta tipo giornaliera?
Parlando sempre di una persona normale e in salute, i pasti dovrebbero essere almeno 5: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena.

Così tanti?
Certo, e per vari motivi. Intanto per mantenere sempre un indice glicemico costante, in modo che non vi siano picchi nei quali entrerebbe in funzione l'insulina che è un ormone grasso. Con 5 pasti calibrati non si carica troppo l'apparato digestivo, come fanno le persone che mangiano solo a pranzo e cene (a volte solo a cena!) arrivando con una fame da lupi e riempiendosi a dismisura, affaticando l'organismo.

E come tipo di dieta: dissociata, a zona, mediterranea?
Direi che quella zona è la migliore metodologia per regolarci come apporto calorico sui tre principali nutrienti: carboidrati, proteine e grassi. Ormai sanno tutti come funziona: il 30% dai carboidrati, il 30% dai grassi, il 40% dalle proteine.

Quindi addio alla dissociata, che ha tenuto banco per anni?
Certo, quella è stata ormai abbandonata. Anche la moderna letteratura sull'alimentazione tende a integrare in tutti i pasti i tre elementi nutritivi in modo bilanciato. Quella della sola pasta a pranzo e fetta di carne a cena, e basta, è una idea ormai arcaica e superata.

Dall'alto della tua esperienza, non credi che oggi per molti lo sport sia più che una passione una ossessione?
Certo, come in tutte le cose l'ideale sarebbe cercare un buon equlibrio. Purtroppo gli estremisti ci sono anche nello sport. Molte persone esagerano e alla ricerca del fisico perfetto vanno in sovrallenamento, che è l'errore più colossale che si possa fare. Perché alla fine arrivano ad ottenere esattamente il contrario dei propri obiettivi Il sovrallenamento rientra in una vera e propria patologia, che porta ad alzare il livello di stress, e quando siamo stressati il nostro corpo produce un ormone che si chiama cortisolo, che è grasso come l'insulina. Quindi paradossalmente otteniamo effetti peggiori e minori rispetto a un allenamento normale ed equilibrato. Ricordiamoci poi che il recupero è importantissimo.

Quindi sbagliato allenarsi tutti i giorni?
Sbagliatissimo: l'allenamento perfetto è dato da allenamento, alimentazione e recupero. Sono i vertici del triangolo dello sport.

Quante volte ci si deve allenare quindi?
Tre, massimo quattro volte a settimana. Anche perché l'adattamento morfologico avviene, forse non tutto lo sanno, durante il recupero. Tu non immagini quante persone ci sono, anche molto giovani, con problemi cartilaginei dovuti al super stress e al troppo lavoro a livello articolare.

E cosa succede?
Succede che molti di quelli che hanno fatto per anni attività ad alto impatto come aerobica, step, corsa, spining, poi si ritrovano a 40 anni a dover infilare le ginocchia nel frigo, dopo la palestra, perché altrimenti non riescono ad andare a dormire. Hanno le articolazioni distrutte e ricordiamo che la cartilagine, una volta consumata, non si riforma. Una persona deve capire che più si allena e meno risultati ottiene. Paradossalmente basta allenarsi bene e poco per ottenere il massimo

Ti sono mai capitate situazioni imbarazzanti, avances durante il tuo lavoro?
Decisamente sì, sono all'ordine non dico del giorno, ma della settimana. Anche perché in palestra ci sono migliaia di iscritti, con una percentuale del 60% di donne, quindi è inevitabile che qualcuna nel mucchio vada un po' oltre?

Io in realtà mi riferivo alle sedute a domicilio che fate voi personal trainer
No, in questo caso assolutamente no. Almeno personalmente non mi è mai capitato, magari a qualche collega..ma sono rarissime eccezioni.

Se dovessi consigliare a qualcuno che vuole rivolgersi a un personal trainer, che gli diresti? Esiste magari in rete un sito ufficiale con una lista dei personal trainer qualificati a livello nazionale e regionale?
Purtroppo questo ancora non c'è. Non esiste nemmeno un albo dei laureati in scienze motorire e ci stiamo battendo per averne uno. L'unico consiglio che posso dare è di rivolgersi presso strutture conosciute, con una certa credibilità, che hanno al loro interno dipendenti qualificati, con credenziali verificabili. Per esempio nella nostra struttura ognuno di noi ha un curriculum vitae esposto sia in palestra che sul sito, di modo che ogni cliente possa documentarsi e valutare di conseguenza.

Sara Gambèro
Sara Gambèro - Libero News

Data: 2/12/2008 Visto: 35717


 
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