Cacciati per Facebook
Cinque minuti in chat. Due a guardare qualche link. Tre per controllare i messaggi. E in un attimo ti ritrovi in mezzo a una strada con l'intera giornata per stare su Facebook ma senza un lavoro
![]() |
| Fotogallery |
A volte stare in ufficio tutto il giorno è dura, durissima. Magari, per altro, non fumi e non prendi il caffè e fai la pausa pranzo di fronte al PC mangiando velocemente mentre ti fonde il cervello. Probabilmente non hai neanche gli straordinari pagati e il tuo contratto a progetto non ti dà nessun tipo di sicurezza economica.
Eppure basta mezz’ora su Facebook durante l’orario lavorativo per farti licenziare. Non è uno scherzo: sono ben sei le persone licenziate per aver usato Facebook sul lavoro e molte altre cause sono in attesa di giudizio. Le aziende stanno esagerando e i giudici, senza capire, stanno dando loro ragione?
Non esattamente. O almeno non solo. Infatti è stato stimato che ogni dipendente che usa i social network per scopi privati per circa venti minuti al giorno causa una perdita a livello produttivo di circa qurantottomila euro. Mica bruscolini. Da qui i rigidi controlli a cui è molto difficile sottrarsi e per via dei quali è praticamente impossibile farla franca dato che i tuoi datori di lavoro possono sapere quante volte ti connetti, quando e addirittura cosa scrivi quando lo fai. Perciò, oltre ad evitare di accedere al tuo profilo dall’ufficio stai ben attenta a ciò che scrivi: se parli male della tua azienda potresti essere licenziata con giusta causa per aver contravvenuto all’articolo 2105 del Codice Civile che obbliga il dipendente alla fedeltà alla sua azienda.
Occorre fare attenzione. È vero che spesso il nostro posto di lavoro non ci piace o è fonte di stress, ma rischiare di perderlo non migliorerà di certo la situazione. Sicuramente stare su Facebook durante la pausa pranzo, o chattare cinque minuti al posto di alzarsi per un caffè o per una sigaretta, non è di per sé sbagliato ma c’è sempre chi esagera e quindi è meglio astenersi dato che si tende a fare di tutta l’erba un fascio. Lo si leggeva un tempo dietro le asse dei bar: “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”.
Leggi anche: Privacy: via da internet
Eppure basta mezz’ora su Facebook durante l’orario lavorativo per farti licenziare. Non è uno scherzo: sono ben sei le persone licenziate per aver usato Facebook sul lavoro e molte altre cause sono in attesa di giudizio. Le aziende stanno esagerando e i giudici, senza capire, stanno dando loro ragione?
Non esattamente. O almeno non solo. Infatti è stato stimato che ogni dipendente che usa i social network per scopi privati per circa venti minuti al giorno causa una perdita a livello produttivo di circa qurantottomila euro. Mica bruscolini. Da qui i rigidi controlli a cui è molto difficile sottrarsi e per via dei quali è praticamente impossibile farla franca dato che i tuoi datori di lavoro possono sapere quante volte ti connetti, quando e addirittura cosa scrivi quando lo fai. Perciò, oltre ad evitare di accedere al tuo profilo dall’ufficio stai ben attenta a ciò che scrivi: se parli male della tua azienda potresti essere licenziata con giusta causa per aver contravvenuto all’articolo 2105 del Codice Civile che obbliga il dipendente alla fedeltà alla sua azienda.
Occorre fare attenzione. È vero che spesso il nostro posto di lavoro non ci piace o è fonte di stress, ma rischiare di perderlo non migliorerà di certo la situazione. Sicuramente stare su Facebook durante la pausa pranzo, o chattare cinque minuti al posto di alzarsi per un caffè o per una sigaretta, non è di per sé sbagliato ma c’è sempre chi esagera e quindi è meglio astenersi dato che si tende a fare di tutta l’erba un fascio. Lo si leggeva un tempo dietro le asse dei bar: “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”.
Leggi anche: Privacy: via da internet
Valeria Roscioni - Nexta
| Data: 30/11/2011 | Visto: 18008 |
Tutto su: cacciati per facebook / essere licenziati / perdere il lavoro / usare facebook in ufficio / se stai su facebook in ufficio possono licenziarti

