Attente al manipolatore
Piano piano vi convince che non contate nulla? Scappate via da lui
Lui ha sempre ragione, voi sempre torto. I vostri amici sono tutti noiosi, ignoranti, sgradevoli. I vostri parenti peggio ancora. Lui è affascinante, un grande affabulatore. Voi contate poco: non siete né belle né intelligenti. E soprattutto non c'è alcun bisogno che lavoriate: penserà lui a voi, non sia mai che in quelle otto ore lontano da lui doveste ottenere qualche soddisfazione o qualcuno vi dovesse dire che siete in gamba. Solo lui, del resto, vi amerà mai così... Grazie al Cielo!
Se avete riconosciuto il vostro uomo in questa descrizione, anche se estremizzata, forse siete in pericolo. Esserne consapevole è già molto, perché quando si finisce tra le braccia di un manipolatore la realtà perde i suoi contorni. C'era una volta l'ormai mitico «Donne che amano troppo» di Robin Norwood: un best seller da cinque milioni di copie letto, riletto, sottolineato e prestato ad altre amiche da chissà quante ragazze. La quarta di copertina dell'edizione economica Feltrinelli recitava: «Perché amare diviene amare troppo, e quando questo accade? Perché le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che «lui» cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione».
Già: perchè? Robin Norwood ha tentato di dare qualche risposta a una generazione di donne, oggi è Isabelle Nazare-Aga a provarci. Nata a Parigi nel 1963, è terapeuta comportamentalista e, tra le altre cose, anima seminari di affermazione di sé, di gestione dello stress e di comunicazione. Anche il suo libro «La manipolazione affettiva. quando l'amore diventa una trappola» (Castelvecchi) è destinato a diventare un best seller. In pratica si tratta di un manuale per riuscire a riconoscere, e poi di conseguenza evitare, il tipo umano del «vampiro affettivo».
L'identikit del manipolatore? Risponde a trenta caratteristiche, ma basta che il tuo lui ne abbia 14 per aver fatto centro. Eccone solo alcune: colpevolizza te e gli altri, ti chiede di essere sempre perfetta, critica e svaluta tutti, fa la vittima per essere compatito, è un adulatore, risponde in modo vago e non vuole chiarire di persona, semina zizzania, cambia a seconda delle situazione, dice bugie, è egocentrico, non tiene conto di bisogni altrui. Le violenze psicologiche non sempre sono evidenti, ma questo peggiora solo le cose: la vittima si sente sola, a volte crede persino di esagerare, di aver frainteso. Spesso si ammala: di depressione, dimalattie psicosomatiche. Si sente in trappola, soffocata, frustrata. Soprattutto, incapace di prendere decisioni: proprio come sostiene il manipolatore. E voi, ne avete mai incontrato uno?
Se avete riconosciuto il vostro uomo in questa descrizione, anche se estremizzata, forse siete in pericolo. Esserne consapevole è già molto, perché quando si finisce tra le braccia di un manipolatore la realtà perde i suoi contorni. C'era una volta l'ormai mitico «Donne che amano troppo» di Robin Norwood: un best seller da cinque milioni di copie letto, riletto, sottolineato e prestato ad altre amiche da chissà quante ragazze. La quarta di copertina dell'edizione economica Feltrinelli recitava: «Perché amare diviene amare troppo, e quando questo accade? Perché le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che «lui» cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione».
Già: perchè? Robin Norwood ha tentato di dare qualche risposta a una generazione di donne, oggi è Isabelle Nazare-Aga a provarci. Nata a Parigi nel 1963, è terapeuta comportamentalista e, tra le altre cose, anima seminari di affermazione di sé, di gestione dello stress e di comunicazione. Anche il suo libro «La manipolazione affettiva. quando l'amore diventa una trappola» (Castelvecchi) è destinato a diventare un best seller. In pratica si tratta di un manuale per riuscire a riconoscere, e poi di conseguenza evitare, il tipo umano del «vampiro affettivo».
L'identikit del manipolatore? Risponde a trenta caratteristiche, ma basta che il tuo lui ne abbia 14 per aver fatto centro. Eccone solo alcune: colpevolizza te e gli altri, ti chiede di essere sempre perfetta, critica e svaluta tutti, fa la vittima per essere compatito, è un adulatore, risponde in modo vago e non vuole chiarire di persona, semina zizzania, cambia a seconda delle situazione, dice bugie, è egocentrico, non tiene conto di bisogni altrui. Le violenze psicologiche non sempre sono evidenti, ma questo peggiora solo le cose: la vittima si sente sola, a volte crede persino di esagerare, di aver frainteso. Spesso si ammala: di depressione, dimalattie psicosomatiche. Si sente in trappola, soffocata, frustrata. Soprattutto, incapace di prendere decisioni: proprio come sostiene il manipolatore. E voi, ne avete mai incontrato uno?
Libero News
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| Data: 18/4/2008 | Visto: 31984 |






