Basta, cambio vita!
Raggiungere un obiettivo? Niente di più facile col life coach
Si torna dalle vacanze estive con mille idee che frullano per la testa e tanta voglia di cambiamento. Il relax e il contatto con se stessi portano ad ascoltare di più le aspirazioni e i sogni che durante l'anno restano sopiti. E così ci si scopre desiderosi di fare tante cose nuove, di modificare le vecchie, di arricchirsi e migliorarsi. Ma poi si finisce sempre per tornare al solito tran-tran. Per evitare l'ennesima rinuncia e raggiungere finalmente i propri obiettivi, un metodo c'è: rivolgersi a un life coach. Una specie di allenatore di vita. Perdere peso, smettere di fumare, cambiare lavoro, ottenere una promozione, imparare una lingua straniera, fare nuove amicizie, migliorare i rapporti interpersonali sul lavoro o in famiglia, cambiare città... Sono tante le cose che si possono fare, basta avere l'approccio giusto. «La vita che vuoi è la sola che avrai» è il motto di Giovanna Giuffredi, psicologa, vicepresidente della Federazione Italiana Coach, fondatrice e responsabile scientifico di Life Coach Italy e protagonista della trasmissione tv "Adolescenti: istruzioni per l'uso". È con lei che abbiamo parlato di come diventare artefici del proprio destino.
In che cosa consiste il lavoro del life coach?
Il coaching si rivolge innanzitutto alla sfera privata e a tutto quello che la riguarda. Attività di organizzazione familiare o del lavoro, ma sempre a livello personale. Si può lavorare sullo sviluppo della propria carriera, su un cambiamento di lavoro, sulle relazioni interpersonali tra genitori e figli, relazioni affettive, miglior gestione del proprio tempo o denaro. Oppure per ottenere un obiettivo: andare in palestra, perdere peso, imparare una lingua straniera.
Da dove nasce questa professione?
La parte «Life» di questo lavoro, quella che appunto riguarda la vita privata delle persone, è un'applicazione del metodo «coaching», che ha un approccio maieutico, aiuta le persone a trovare da sole le proprie risposte. Partiamo dal presupposto che si abbiano dentro di noi le soluzioni a ogni quesito, che si sappia esattamente dove si vuole andare, ma che qualche volta si faccia fatica a focalizzare la meta in maniera precisa, a trovare delle strade consone. Noi aiutiamo le persone a trovare la consapevolezza per definire gli obiettivi e le strategie migliori e a eliminare gli ostacoli che spesso sono solo mentali.
Niente a che vedere con l'analisi
No, la terapia analitica e il life coaching sono due cose diverse. Ma il life coaching si può tranquillamente affiancare all'analisi.
Un caso che le è rimasto impresso?
Una donna che è venuta da me, dopo anni di analisi e lungo lavoro su se stessa, per sbloccare una situazione lavorativa. La sua carriera era ferma. Anni di studi, di attestati, di master ma nessun progresso. E un enorme interesse per l'arte, per la quale però lei non si sentiva mai abbastanza brava. L'ho aiutata a diventare responsabile di se stessa e a dare risposte ai suoi desideri. Alla fine ha progettato e realizzato, ottenendo anche dei finanziamenti, una libreria in cui organizza corsi di scrittura creativa per bambini, piccole mostre, esposizioni.
Chi si rivolge a lei spesso chiede anche di essere aiutato a smettere di fumare o a perdere peso
Sì e noi cerchiamo di partire con il piede giusto utilizzando un linguaggio positivo. Non si cerca, per esempio, di tornare al peso di qualche anno fa. E a chi vuole abbandonare la sigaretta chiediamo di focalizzarsi su cosa otterrà quando avrà smesso di fumare. Troviamo obiettivi trainanti, per esempio: starò meglio, non dovrò più chiudermi sul balcone a fumare mentre il resto della mia famiglia è in casa e fuori fa freddo... Il coaching ha un approccio molto pragmatico. Si aiutano le persone a fare un piano d'azione a individuare dei passi concreti. Che cosa, entro quando, in che direzione.
Il coaching ha un'applicazione anche sull'amore e i rapporti interpersonali? Per esempio storie sbagliate, violenza domestica, donne che si innamorano sempre di uomini difficili?
Sì ma queste sono situazioni che affrontiamo con molta delicatezza. Abbiamo un codice deontologico molto rigoroso. Non possiamo, per esempio, toccare zone di profondo disagio psicologico che sono appannaggio della psicoterapia. Nel caso di una rottura sentimentale, invece, che non abbia le implicazioni sopra citate, possiamo aiutare la persona a riprendere in mano la propria vita o a migliorare le relazioni anche in campo famigliare. Si vanno a individuare delle leve positive verso le quali la persona vuole andare. Per esempio nel caso di un divorzio: voglio mantenere un conflitto perenne con il mio ex o voglio che ci sia serenità in modo da dimenticarlo e potermi dedicare alla realizzazione di me stessa? Sono queste le domande che andiamo a porre per superare un momento difficile.
Esiste uno schema da seguire nel portare una persona al raggiungimento dei propri obiettivi?
Assolutamente sì. Il coaching è semplice ma molto rigoroso, con modelli di riferimento per gestire al meglio gli obiettivi. Intanto, come dicevamo, la persona si deve porre un obiettivo in termini positivi: non voglio litigare, non voglio più mangiare così tanto? La dizione positiva aiuta a capire cosa si vuole realmente, quindi: voglio avere più amici, voglio sentirmi meglio con il mio corpo, per esempio. Poi verificare che l'obiettivo sia sotto il diretto controllo della persona. Se implica che qualcun altro cambi idea o intervenga non è un obiettivo allenabile, come diciamo noi, o gestibile (per esempio, voglio che lui torni da me, ndr.). Inoltre chiediamo alle persone di spiegare che cosa accadrà quando l'obiettivo sarà raggiunto, in modo da renderlo più reale possibile. E verifichiamo che la persona abbia tutte le capacità e le informazioni e le competenze per arrivare dove vuole, altrimenti la aiutiamo a ottenerle. Infine si stabiliscono i tempi. A volte aiutiamo anche a trovare delle alternative. A volte l'obiettivo non è quello che ci espongono ma parlando viene fuori ben altro.
Ci può indicare dei casi tipi da life coach?
Smettere di fumare, dimagrire, migliorare i rapporti con i propri figli (parental coaching) o con il partner, migliorare il bilanciamento vita privata e lavorativa, organizzare meglio i tempi, riprendere in mano il privato. Casi di cambio o ricerca di lavoro, ragazzi che vogliono un aiuto per scegliere il percorso universitario migliore (career coaching) o studenti bloccati con gli esami. Sviluppo di carriera. Persino cambio di casa, una decisione più complessa di quel che si pensa. Noi dicamo spesso che con il coaching gettiamo un ponte tra la situazione attuale e quella desiderata. Noi lavoriamo sul presente e sul futuro e non sul passato.
| Data: 3/9/2009 | Visto: 36433 |






