Con chi ne potrei parlare?
Problemi irrisolti, piccole manie, bisogno d'aiuto? Arriva l'analista
Ci hai messo mesi prima di stabilire che fare. Ora è fatta: hai deciso di consultare un professionista che ti aiuterà ad affrontare il tuo malessere. Ma ecco che si presenta una nuova difficoltà a cui non avevi ancora pensato. Chi consultare? Come sapere chi fa al caso tuo? A chi bisogna rivolgersi, a uno piscologo, a uno psichiatra, a uno psicolterapeuta o a uno psicanalista? Sembrano domande banali eppure chi un bel giorno ha deciso di affrontare le proprie paure si è ritrovata sempre davanti a questa difficoltà. Forse sarebbe utile, prima di prendere la grande decisione, conoscere chi sono esattamente queste figure professionali, cosa le caratterizzano e quali sono i loro veri terreni di azione. Ecco dunque una piccola guida.
Innazitutto vale la premessa: andare dallo piscologio è una scelta che non nasce in modo naturale. Generalmente se ne sente la necessità quando si scopre che nemmeno la propria rete sociale di coniuge, amici e genitori riescono ad alleviare il profondo senso di malessere che proviamo, ma di cui non riusciamo a individuare né la causa né la soluzione. Ci rendiamo conto che non possiamo andare avanti così e che i soliti consigli "Devi darti una mossa" o "Vedrai che passerà", magari accompagnati anche da una sentita compassione si rivelano inefficaci quanto esasperanti. Si va dal professionista non soltanto per elaborare un lutto o una separazione ma anche per dei comportamenti, dei blocchi che sembrano non avere causa apprente ma che si ripetono nel tempo. Un supporto psicologico può essere utile non solo per superare con maggior consapevolezza una crisi personale, ma anche per capire meglio la propria realtà familiare o professionale.
Una volta presa la decisione ci si imbatte in un'altra incognita: quale professionista scegliere tra psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti e psichiatri? Spesso queste figure non sono molto note e una sola "etichetta" viene erroneamente utilizzata come sinonimo di queste professionalità molto diverse per formazione e settore di intervento. Tentiamo dunque di fare un po' di chiarezza.
Lo psicologo
Lo psicologo fornisce ai suoi utenti un aiuto basato su colloqui di sostegno, strumenti diagnostici, consulenze, tecniche di rilassamento, ma non "cura". Non utilizza farmaci come metodologia di lavoro. Ha conseguito una laurea in psicologia.
Lo psicoterapeuta
È quella figura professionale che dopo aver completato i suoi studi di psicologia o medicina ha intrapreso un corso di specializzazione in psicoterapia. L'attività dello psicoterapeuta va quindi più in profondità rispetto a quella dello psicologo, e permette di intervenire sui disagi della persona attraverso l'utilizzo di tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento del professionista stesso. Lo psicologo psicotarapeuta laureato in psicologia non può prescrivere farmaci, contrariamente allo psicoterapeuta proveniente dalla carriera medica e che quindi ha una laurea specifica alle spalle.
Lo psichiatra
Questa figura professionale è un laureato in medicina specializzato in psichiatria. Mentre lo psicologo e lo psicoterapeuta prendono in cosiderazione la persona nel suo insieme, lo psichiatra, in quanto medico, prende di mira il disturbo del paziente, secondo i criteri e i metodi della medicina.
Innazitutto vale la premessa: andare dallo piscologio è una scelta che non nasce in modo naturale. Generalmente se ne sente la necessità quando si scopre che nemmeno la propria rete sociale di coniuge, amici e genitori riescono ad alleviare il profondo senso di malessere che proviamo, ma di cui non riusciamo a individuare né la causa né la soluzione. Ci rendiamo conto che non possiamo andare avanti così e che i soliti consigli "Devi darti una mossa" o "Vedrai che passerà", magari accompagnati anche da una sentita compassione si rivelano inefficaci quanto esasperanti. Si va dal professionista non soltanto per elaborare un lutto o una separazione ma anche per dei comportamenti, dei blocchi che sembrano non avere causa apprente ma che si ripetono nel tempo. Un supporto psicologico può essere utile non solo per superare con maggior consapevolezza una crisi personale, ma anche per capire meglio la propria realtà familiare o professionale.
Una volta presa la decisione ci si imbatte in un'altra incognita: quale professionista scegliere tra psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti e psichiatri? Spesso queste figure non sono molto note e una sola "etichetta" viene erroneamente utilizzata come sinonimo di queste professionalità molto diverse per formazione e settore di intervento. Tentiamo dunque di fare un po' di chiarezza.
Lo psicologo
Lo psicologo fornisce ai suoi utenti un aiuto basato su colloqui di sostegno, strumenti diagnostici, consulenze, tecniche di rilassamento, ma non "cura". Non utilizza farmaci come metodologia di lavoro. Ha conseguito una laurea in psicologia.
Lo psicoterapeuta
È quella figura professionale che dopo aver completato i suoi studi di psicologia o medicina ha intrapreso un corso di specializzazione in psicoterapia. L'attività dello psicoterapeuta va quindi più in profondità rispetto a quella dello psicologo, e permette di intervenire sui disagi della persona attraverso l'utilizzo di tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento del professionista stesso. Lo psicologo psicotarapeuta laureato in psicologia non può prescrivere farmaci, contrariamente allo psicoterapeuta proveniente dalla carriera medica e che quindi ha una laurea specifica alle spalle.
Lo psichiatra
Questa figura professionale è un laureato in medicina specializzato in psichiatria. Mentre lo psicologo e lo psicoterapeuta prendono in cosiderazione la persona nel suo insieme, lo psichiatra, in quanto medico, prende di mira il disturbo del paziente, secondo i criteri e i metodi della medicina.
Lo psicanalista
Lo psicanalista è un laureato in psicologia o in medicina, che si è specializzato in psicoterapia e che si ispira alla teoria elaborata da Sigmund Freud e dai suoi successori (Adler, Jung, Klein). Inoltre, è una persona che si è sottoposta a sua volta a una analisi personale che gli ha consetito di lavorare sui suoi conflitti non risolti, che potrebbero interferire negativamente con i suoi pazienti.
Libero News
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| Data: 10/2/2010 | Visto: 19262 |





