Contagiosa solitudine
Si attacca come un'influenza e colpisce sorpattutto le donne
Come un raffreddore, come un'influenza. Così è la solitudine secondo i più recenti studi americani: contagiosa. E le donne sono le più infettate e infettabili, molto più degli uomini. La notizia arriva da un gruppo di ricercatori dell'Università di Chicago, dell'Università di San Diego-California e dell'Università di Harvard, che hanno pubblicato un servizio sul numero di dicembre del "Journal of Personality and Social Psychology".
Le persone sole tendono a trasmettere i loro sentimenti di tristezza alle persone che stanno loro intorno - proprio come accade con un comune virus -, cosa che alla fine le fa rimanere isolate dalla società. Lo schema di contagio porta gli individui a essere emarginati verso gli angoli della società, quando si isolano, spiega John Cacioppo, psicologo dell'Università di Chicago esperto in solitudine e coordinattore dello studio.
E di solitudine si parla tanto soprattutto adesso, a ridosso degli imminenti giorni di feste, come le prossime«maratone» natalizie. Perché sono numerose le donne - ma non solo loro - che ne soffrono (la chiamano «Holiday depression».), e gli appuntamenti forzati del Natale, Capodanno e dintorni, con tutto il loro bagaglio di pranzi, cenoni e raduni familiari, non fanno che esasperare quel senso di malinconia e angoscia provato da chi sola si sente o lo è davvero. E vive quelle giornate con profonda frustrazione, il più delle volte dando forfait e augurandosi che arrivi in fretta l'Epifania (che tutte le feste porta viaA?).
Ma torniamo allo studio americano che passa ai raggi X la solitudine. Prima di perdere gli amici, secondo la ricerca, le persone sole trasmettono sentimenti di solitudine ai pochi amici rimasti che a loro volta tendono a diventare soli. E quando, vivendo ai margini, si hanno pochi amici, si perdono via via anche i pochi amici rimasti. Si diventa infatti meno fiduciosi negli altri, e si cade in un circolo vizioso che rende sempre più difficile formare nuove relazioni.
Quello che serve in questi casi è una sola cosa: aiuto. Fondamentale saperla riconoscere nelle persone care che ne sono colpite e star loro vicino per affrontarla al meglio e il prima possibile. Senza trascurare i piccoli campanelli d'allarme. Prima di esserne contagiati.
«Il segreto per combattere la solitudine - continua John Cacioppo, è capire che non è nient'altro che un segnale biologico del nostro corpo. Tutti gli esseri umani si sentono soli a un certo punto della loro vita, così come sentono di avere fame o sete. Se si sperimenta il senso di isolamento, quindi, non bisogna sottovalutarlo, ma anzi occorre cercare di porvi rimedio».
E tu, hai mai provato questa sensazione di isolamento? Come hai fatto a uscirne? E come vivi le feste di Natale, se sei sola? Raccontacelo
Le persone sole tendono a trasmettere i loro sentimenti di tristezza alle persone che stanno loro intorno - proprio come accade con un comune virus -, cosa che alla fine le fa rimanere isolate dalla società. Lo schema di contagio porta gli individui a essere emarginati verso gli angoli della società, quando si isolano, spiega John Cacioppo, psicologo dell'Università di Chicago esperto in solitudine e coordinattore dello studio.
E di solitudine si parla tanto soprattutto adesso, a ridosso degli imminenti giorni di feste, come le prossime«maratone» natalizie. Perché sono numerose le donne - ma non solo loro - che ne soffrono (la chiamano «Holiday depression».), e gli appuntamenti forzati del Natale, Capodanno e dintorni, con tutto il loro bagaglio di pranzi, cenoni e raduni familiari, non fanno che esasperare quel senso di malinconia e angoscia provato da chi sola si sente o lo è davvero. E vive quelle giornate con profonda frustrazione, il più delle volte dando forfait e augurandosi che arrivi in fretta l'Epifania (che tutte le feste porta viaA?).
Ma torniamo allo studio americano che passa ai raggi X la solitudine. Prima di perdere gli amici, secondo la ricerca, le persone sole trasmettono sentimenti di solitudine ai pochi amici rimasti che a loro volta tendono a diventare soli. E quando, vivendo ai margini, si hanno pochi amici, si perdono via via anche i pochi amici rimasti. Si diventa infatti meno fiduciosi negli altri, e si cade in un circolo vizioso che rende sempre più difficile formare nuove relazioni.
Quello che serve in questi casi è una sola cosa: aiuto. Fondamentale saperla riconoscere nelle persone care che ne sono colpite e star loro vicino per affrontarla al meglio e il prima possibile. Senza trascurare i piccoli campanelli d'allarme. Prima di esserne contagiati.
«Il segreto per combattere la solitudine - continua John Cacioppo, è capire che non è nient'altro che un segnale biologico del nostro corpo. Tutti gli esseri umani si sentono soli a un certo punto della loro vita, così come sentono di avere fame o sete. Se si sperimenta il senso di isolamento, quindi, non bisogna sottovalutarlo, ma anzi occorre cercare di porvi rimedio».
E tu, hai mai provato questa sensazione di isolamento? Come hai fatto a uscirne? E come vivi le feste di Natale, se sei sola? Raccontacelo
Libero News
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| Data: 7/12/2009 | Visto: 13108 |






