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Il porno che piace a lei

Arriva dalla Francia, il festival di cinema hard tutto al femminile

In genere, almeno qui in Italia, non sono ancora molte le donne che ammettono di vedere o di aver visto un film porno, ma la cinematografia hard in questo settore ha fatto enormi passi avanti tanto che è nato da tempo un intero filone di pellicole a luci rosse pensate per un pubblico rosa. Ma i numeri sono ancora troppo piccoli.

Un nuovo passo in questa direzione arriva dalla Francia, dove si è svolta la prima edizione di XPornoX, cinema porno e queer. Ideatrice del festival è Florence Fradelizi, regista e organizzatrice di festival, che ha pensato a questo appuntamento come una serata di cinema porno sì, ma differente, aperta a tutte le forme di sessualità. Immaginate una sala come tante altre e un pubblico come quello che si trova comunemente, un pubblico di donne, ma non solo, di fidanzate e amanti, single e coppie che per una volta decidono di lasciar fuori dalla porta vergogna e inibizioni, tabù e ipocrisie, e si ritrovano, al buio, a guardare pellicole hard in una comunione di palpabile tensione sessuale, ma anche sospiri, commenti, acclamazioni e perché no, anche risate. Perché anche le donne si eccitano di fronte a scene capaci di stuzzicare la loro fantasia erotica, notoriamente differente da quella maschile, ma non meno sviluppata ed esigente.

Non a caso qualche anno fa, sul modello del film Dogma di Lars Von Trier, cinque donne danesi (Gerard Winther, sessuologia, Lilli Henriksen, giornalista, Christina Lohse, modella erotica, Vibeke Vindelw, produttrice, e Mette Nelund, assistente di produzione) avevano stilato a tavolino una lista di sette punti (il "Dogma porno") da tener sempre presenti per produrre un film hard in grado di piacere al pubblico femminile: sceneggiature rigorosamente realistiche, basate sulla quotidianità; protagoniste sempre e solo consenzienti, specie nel caso di sesso estremo; grande attenzione a sottolineare emozioni, sensazioni e sensualità; corpi filmati interamente e non solo primi piani sui dettagli; sì a scene comiche o di humour prima del rapporto sessuale e, soprattutto, niente sesso orale (molto caro, invece, a registi e spettatori uomini, ma spesso apprezzato anche dalle donne).

Non èì un caso, quindi, se nei film presentati a Parigi il 13 giugno non c'è alcuna acrobazia da atleta, alcuna misura invidiabile, ma trame e dialoghi verosimili o comunque dotati di senso (divertente quella di The Apple, di Emilie Jouvet con la regina del burlesque Wendy Delorme, che racconta in modo del tutto personale la peccaminosa storia e soprattutto la fine della famosa mela rubata dall'Albero della Conoscenza), situazioni ammiccanti, scene ad alto tasso di erotismo e molto piccanti più che di puro e meccanico sesso, in cui a eccitare può essere sia una donna che si lascia andare a un momento di autoerotismo, sia un amplesso tutto omosessuale, sia un uomo e una donna che giocano, si stuzzicano, si eccitano e finiscono per fare l'amore in mille posizioni differenti

Perché, gli studi lo dicono da tempo, se gli uomini si eccitano anche solo con un nudo femminile e una situazione piccante, le donne hanno bisogno di qualcosa di più e di diverso per sentire quella scarica al basso ventre. Quindi sì al porno pensato per le donne?

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Data: 26/6/2008 Visto: 152175


 
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