Pochi soldi:
amore in crisi
È la malattia del 2009. Ne soffrirebbe un italiano su 4
È appena iniziato il 2010, ma in molti si augurano che col nuovo anno la crisi economica, che sta affliggendo un buon numero di famiglie italiane, e non solo, si risolva nel più breve tempo possibile. Un numero sconcertante di persone soffre di sindrome da recessione. A lanciare l'allarme sono gli psicologi dell'Associazione Donne e Qualità della Vita, secondo cui parlare continuamente di quanto sia dura arrivare a fine mese si ripercuote sulle salute psichica di un italiano su quattro. I sintomi principali? Depressione, ansia, insonnia, inappetenza, tristezza, apatia, debolezza. Ma anche eritemi, impotenza e caduta di capelli.
In Germania, secondo un sondaggio realizzato da un sito news tedesco, la crisi economica causa problemi psichici a sei persone su dieci. I più colpiti i lavoratori part-time e coloro che, proprio a causa della crisi economica, hanno perso il posto di lavoro. Il quotidiano tedesco Die Welt sottolinea come tutto ciò abbia effetti negativi a sua volta anche sui rapporti tra colleghi: nel 16% dei casi le persone sono burrascose per via dell'alta tensione che si respira nell'80% delle aziende tedesche. In Francia le imprese, come riporta France-Soir, stanno sperimentando quello che viene definito il Ticket-psi, ovvero un bonus di circa 100 euro che permetta al lavoratore stressato di pagarsi una seduta da uno psicologo. E gli inglesi? Non se la passano meglio. Entro la fine del 2010, il Regno Unito stanzierà infatti 13 milioni di sterline per assicurare un servizio di terapia psichiatrica e psicologica ai propri cittadini, depressi dalla crisi economica. 3.600 terapeuti e centinaia di infermieri riceveranno una formazione per assistere queste persone.
Gli psicologi italiani sono però convinti che per guarire da questa sindrome servano solo grandi dosi di ottimismo. Dieci le terapie più efficaci per tornare a sorridere alla vita: andare a vedere spettacoli comici, cucinare per gli amici o per il partner, seguire corsi di ballo, fare lunghe passeggiate, andare in bicicletta, ascoltare musica classica, dedicarsi alla cura degli animali domestici, seguire corsi di giardinaggio, fare corsi di pittura e infine fare indigestione a colpi di spot.
Sì, avete capito bene. Accendere la tv e guardare la pubblicità mai come oggi può aiutare a sentirsi meglio. Questo perché in televisione la reclame diffonde messaggi di ottimismo e continuano a generare sogni e speranze, oltre a voler rassicurare il consumatore. In poche parole è un tripudio di messaggi che invitano a una visione positiva della vita e del consumo. «La pubblicità, in questo periodo in particolare, ci trasmette, attraverso messaggi semplici, i valori della vita quotidiana - sostiene la psicologa Serenella Salomoni -. In tempi di crisi quello che riesce a farci star meglio è trarre soddisfazione dalle cose semplici. I messaggi delle pubblicità puntano in prevalenza sull'affettività: questo momento negativo ci porta proprio a ricercare momenti di incontro, in coppia, con gli amici, in famiglia, cercando di consolidare i legami più profondi». «La priorità, dunque - continua la psicologa -, non consiste più nel voler fare chissà quale viaggio, o nel cimentarsi in ardite imprese: meglio dedicarsi dei piccoli momenti, quasi definibili coccole. Anche il linguaggio non verbale in pubblicità è molto importante: le immagini colpiscono quanto e più delle parole e la comunicazione, anche in questo senso, ha uno scopo emozionale». Allora non resta che mettersi tutti davanti al piccolo schermo!
In Germania, secondo un sondaggio realizzato da un sito news tedesco, la crisi economica causa problemi psichici a sei persone su dieci. I più colpiti i lavoratori part-time e coloro che, proprio a causa della crisi economica, hanno perso il posto di lavoro. Il quotidiano tedesco Die Welt sottolinea come tutto ciò abbia effetti negativi a sua volta anche sui rapporti tra colleghi: nel 16% dei casi le persone sono burrascose per via dell'alta tensione che si respira nell'80% delle aziende tedesche. In Francia le imprese, come riporta France-Soir, stanno sperimentando quello che viene definito il Ticket-psi, ovvero un bonus di circa 100 euro che permetta al lavoratore stressato di pagarsi una seduta da uno psicologo. E gli inglesi? Non se la passano meglio. Entro la fine del 2010, il Regno Unito stanzierà infatti 13 milioni di sterline per assicurare un servizio di terapia psichiatrica e psicologica ai propri cittadini, depressi dalla crisi economica. 3.600 terapeuti e centinaia di infermieri riceveranno una formazione per assistere queste persone.
Gli psicologi italiani sono però convinti che per guarire da questa sindrome servano solo grandi dosi di ottimismo. Dieci le terapie più efficaci per tornare a sorridere alla vita: andare a vedere spettacoli comici, cucinare per gli amici o per il partner, seguire corsi di ballo, fare lunghe passeggiate, andare in bicicletta, ascoltare musica classica, dedicarsi alla cura degli animali domestici, seguire corsi di giardinaggio, fare corsi di pittura e infine fare indigestione a colpi di spot.
Sì, avete capito bene. Accendere la tv e guardare la pubblicità mai come oggi può aiutare a sentirsi meglio. Questo perché in televisione la reclame diffonde messaggi di ottimismo e continuano a generare sogni e speranze, oltre a voler rassicurare il consumatore. In poche parole è un tripudio di messaggi che invitano a una visione positiva della vita e del consumo. «La pubblicità, in questo periodo in particolare, ci trasmette, attraverso messaggi semplici, i valori della vita quotidiana - sostiene la psicologa Serenella Salomoni -. In tempi di crisi quello che riesce a farci star meglio è trarre soddisfazione dalle cose semplici. I messaggi delle pubblicità puntano in prevalenza sull'affettività: questo momento negativo ci porta proprio a ricercare momenti di incontro, in coppia, con gli amici, in famiglia, cercando di consolidare i legami più profondi». «La priorità, dunque - continua la psicologa -, non consiste più nel voler fare chissà quale viaggio, o nel cimentarsi in ardite imprese: meglio dedicarsi dei piccoli momenti, quasi definibili coccole. Anche il linguaggio non verbale in pubblicità è molto importante: le immagini colpiscono quanto e più delle parole e la comunicazione, anche in questo senso, ha uno scopo emozionale». Allora non resta che mettersi tutti davanti al piccolo schermo!
Marcella Gaudina
Marcella Gaudina - Libero News
| Data: 22/1/2010 | Visto: 17094 |






