Malate di perfezione
Rovinarsi la vita alla ricerca di un'inesistente perfezione fisica. Storie
Chiedete alla statuaria subrettina di turno, all’attrice del momento, se c’è qualcosa che non le piace del suo corpo. Vi risponderà qualcosa tipo: "l’alluce troppo lungo", "il gomito troppo aguzzo", "il lobo imperfetto". Stupidaggini, insomma, non certo cose che balzano all’occhio. Quasi tutte noi comuni mortali, invece, abbiamo qualcosa che non ci piace di ben più visibile: chi le gambe, chi il naso, chi il seno, chi il sedere. Spesso tendiamo anche a esagerare questi difetti. Ci guardiamo allo specchio e ci sembrano orribili, mentre ai nostri amici questi dettagli sembrano perfettamente normali e perfino belli. Difficile essere obiettive: chissà perché, poi, noi donne sappiamo essere così crudeli con noi se stesse. L’incapacità di vedersi realmente per ciò che si è allo specchio si chiama dismorfofobia o body dysmorphic disorder (BDD). In Italia ne soffrono oltre 500mila persone, per lo più donne. La patologia si manifesta in giovane età, solitamente tra i 10 e i 20 anni. Ne conseguono problemi di salute e relazionali.
Il proprio corpo, l’aspetto fisico, diventano un’ossessione. Ci si ammala di bellezza, si ambisce a una perfezione irraggiungibile. Pur facendo di tutto per avvicinarsi all’idea di corpo ideale, queste persone sono sempre insoddisfatte. Si guardano allo specchio e quegli umanissimi rotolini di ciccia diventano una pancia enorme, la gobbetta del naso un protuberanza che deturpa il profilo, il sedere tornito un culone enorme. Quelle che per gli altri sono fisse, sciocchezze, per la dismorfofobica sono ossessioni che la fanno soffrire terribilmente. Talvolta arrivano a tentare il suicidio. Più comunemente cercano di dissimulare con trucco e abbigliamento (e acquistano queste cose in maniera compulsiva), arrivano ad annullare la propria vita sociale, si procurano volontariamente lesioni sulla pelle (skin-picking), consultano di continuo specialisti (dermatologi, chirurgi estetici).
Cecilia è una di queste. Si è sottoposta a numerosi interventi di chirurgia estetica. Ogni volta tolte le bende aspettava speranzosa il miracolo che mai arrivava: nonostante le operazioni non riusciva mai a vedersi perfetta. Finché ha scoperto di essere affetta da un disturbo ossessivo compulsivo che non le permette di vedersi per come è realmente. Spesso il BDD va a braccetto con i disordini alimentari. Come racconta
Rachel: «Ogni volta che mi guardavo nello specchio vedevo cose che nessun altro riusciva a vedere. I miei occhi mi sembravano cerchiati da orrende occhiaie viola. Odiavo il mio naso, la metà destra del mio viso mi pareva totalmente diversa dalla sinistra. Le mie labbra mi parevano enormi, il mio collo lunghissimo come quello di un’anatra, l’attaccatura delle sopracciglia troppo alta e ai miei occhio la mia pelle era deturpata dall’acne». «Penso che i problemi legati all’immagine del mio corpo siano stati con me tutta la vita – prosegue – fin da quando ero bambina. Ho sviluppato col tempo disturbi ossessivi compulsivi, mi lavavo la faccia trenta volte a notte, e aprivo il mio guardaroba decine di volte. Col tempo ho iniziato a soffrire di disordini alimentari. Per sette anni non sono uscita di casa se non col volto coperto da un velo o una maschera. Ho perfino tentato di tagliare il grasso dai miei piedi con delle forbici e a 15 anni sono andata in overdose». L’hanno aiutata la madre e i suoi fratelli a uscire da questo inferno. Ora Rachel lavora on un agenzia di modelle, attorniata ogni giorno da bellissime ragazze. Ma non ha più paura di guardarsi allo specchio, perché non vede più un mostro ma una donna normale. «Non dico che sono guarita, ma almeno sono stata capace di continuare a vivere».
Cecilia è una di queste. Si è sottoposta a numerosi interventi di chirurgia estetica. Ogni volta tolte le bende aspettava speranzosa il miracolo che mai arrivava: nonostante le operazioni non riusciva mai a vedersi perfetta. Finché ha scoperto di essere affetta da un disturbo ossessivo compulsivo che non le permette di vedersi per come è realmente. Spesso il BDD va a braccetto con i disordini alimentari. Come racconta
Alessandra Del Re
Alessandra Del Re - Libero News
| Data: 30/6/2009 | Visto: 90141 |
Tutto su: dismorfofobia / body dysmorphic disorder / bdd / corpo / fisico / ossessione / bellezza / malattia / disturbo / specchio / peso / grasso






