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Mammografia, meglio digitale e in grandi centri

Meno dolore, più precisione. Intervista alla senologa Galimberti

È ancora una delle prime cause di morte tra le donne, ma molte continuano a disinteressarsene, non facendo prevenzione: stiamo parlando del cancro al seno. Che quando viene scoperto presto, e quindi di piccole dimensioni, ormai si cura nel 98% dei casi. Ecco perché è così importante fare opportuni e costanti controlli fin da giovani. Con gli esami adeguati, mammografia ed ecografia in testa. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Viviana Galimberti, Direttore Unità di Senologia Molecolare all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano.

Si parla tanto di prevenzione: da che età è opportuno iniziare a fare i controlli?
Andiamo per gradi: a partire dai 20-25 anni è bene che ogni donna inizi a farsi visitare dal proprio medico di base e si controlli con l'autopalpazione. Se non emerge nulla da approfondire, a partire dai30 anni si comincia a fare un'ecografia al seno ogni anno, che è l'esame meno invasivo, e a partire dai 40 anni- sempre in donne che non hanno problemi rilevanti - si comincia a fare una mammografia all'anno abbinata però sempre anche a un'ecografia all'anno. Questo vale come discorso generale. Perché invece nel caso di donne cosiddette "categorie a rischio" (rischio di familiarità o rischio genetico), allora abbiamo dei programmi di prevenzione un po' più intensi.

Quanto è importante fare prevenzione?
Grazie alle campagne di prevenzione è sì aumentato il numero delle donne ammalate (ammalate "emerse", ndr), ma è anche diminuita la mortalità.

Parliamo di numeri
Ogni anno si ammalano circa 35mila donne all'anno in Italia, il cancro al seno rimane una delle prime cause di morte. Ma la mortalità si sta riducendo: ne muoiono 12mila all'anno, 500 ogni anno in meno rispetto agli anni '90. Attualmente in tumori piccoli, guariamo nel 98% dei casi. Tumore piccolo significa grandissime possibilità di guarire. E il nostro obiettivo è portare questo dato al 100%.

Ma gli screening ufficiali della sanità pubblica esistono? E come funzionano?
Gli screening ufficiali esistono e le modalità variano da Regione a Regione, in genere partono dai 50 anni. Donne asintomatiche vengono chiamate dalla Asl. Noi come Ieo invece vogliamo più personalizzare la prevenzione e cerchiamo di personalizzarla con la singola donna che soprattutto in Lombardia è più sensibile e si controlla già da sola.

Lo specialista può essere solo il senologo o va bene anche il proprio ginecologo?
Non esiste la specialità in senologia, va bene anche il ginecologo purché si occupi di senologia. Il senologo in genere è un chirurgo. Qui abbiamo una Unità di senologia (Breast Unit, dove si fanno studi con chirurgo e oncologo).

Campanelli d'allarme a cui stare attenti?
I cambiamenti: l'asimmetria, gli arrossamenti, le retrazione cutanee, la tumefazione che si palpa facendo la doccia. Ancora oggi la maggioranza dei problemi vengono riscontrati dalle donne stesse.

Quindi l'autopalpazione resta un pilastro importante
Sì, ma non deve sostituire la visita, perché quando si palpa un nodulo talvolta potrebbe essere già tardi. Ma potrebbe essere anche una semplice cisti.

La mammografia resta ancora un esame doloroso
Sì, inutile negarlo, si tratta in un certo senso ancora di un esame barbaro, ma va fatto. Non è sostituibile da altri, è complementare all'ecografia. E viceversa. Rivelano cose diverse sul seno di una paziente. Poi va detto che se si fa una mammografia digitale (accertarsi al momento della prenotazione dell'esame che si farà esattamente una mammografia digitale, ndr) il dosaggio di raggi è minore, e quindi è meno nocivo per la donna e inoltre si schiaccia meno la mammella. Risultato: l'ecografia è meno dolorosa. E poi comunque si tratta di pochi secondi.

Allora conta il tipo di macchinario. E la mano dell'operatore?
Sì, è sempre bene effettuare questi esami in strutture grandi e moderne perché hanno macchinari migliori. Nel caso della mammografia la mano conta già meno, perché come senologa che la leggo ho modo di ingrandire le immagini che mi servono e di vedere il seno nel suo insieme. Nel caso dell'ecografia invece conta molto, oltre al macchinario, anche la mano dell'operatore. Perché è solo lui che decide quali immagini privilegiare, e io ho un po' le mani legate: la vedo e mi devo fidare degli scatti realizzati da lui, delle zone scelte da lui. Della sua selezione insomma. È davvero importante che sia realizzata da un professioniste capace, con macchine mirate: la sonda per il seno non è la stessa che si usa per il fegato, per intenderci.

Se dalla mammografia emerge una brutta sorpresa, cancro al seno, quali strade si aprono? L'intervento?
Sì, la chirurgia resta il trattamento d'elezione, ma talvolta se il tumore non è piccolo è necessario farla precedere dalla chemioterapia per restringere il campo dell'intervento e la massa da asportare.

Alimentazione, stile di vita sano, allattamento, quanto contano per scongiurare il cancro al seno?
Tutte queste cose servono: mangiare frutta e verdura, pochi grassi animali, bere poco o niente, non fumare, fare attività fisica e allattare (perché per questo le cellule del seno sono programmate biologicamente e quindi significa dar corso al loro ciclo vitale), sono tutti fattori utili a prevenire il cancro al seno. Ma non sono gli unici. Familiarità e rischio genetico non sono da trascurare.

Antonella Laudonia
Antonella Laudonia - Libero News

Data: 4/5/2010 Visto: 3621


 
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