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Vivere da soli è bello

Tutta la casa a disposizione e niente regole. Cosa state aspettando?

Quando Brunetta ha avuto l'idea di una legge per far uscire i figli di casa a 18 anni i "bamboccioni" sono spuntati come funghi, non solo per condannare la superficialità di una proposta che non teneva in nessun conto le difficoltà economiche ma anche per rivendicare l'orgoglio di una scelta. Se lo stesso Brunetta confessava che «Fino a quando non sono andato a vivere da solo era mia madre che la mattina mi rifaceva il letto», Flavio Insinna spiegava: «Non è colpa mia se ho una famiglia straordinaria, non sto parcheggiato controvoglia, è che io con mamma e papà ci sto proprio bene. Non resto per la cena pronta o i pantaloni stirati. E non posso nemmeno dire che non litighiamo mai e che ci alziamo ogni giorno con gli uccellini che cinguettano. Ma ci divertiamo, loro sono pieni di ironia, mi sembrano Sandra e Raimondo, sono fortunato. Due genitori così li auguro a tutti i figli del mondo».

In Italia quelli che vivono per scelta con i genitori o spartiscono la casa con un coinquilino sono tantissimi e se i vantaggi sono indiscutibili, altrettanto lo è stare da soli. Libertà, privacy e possesso: sta tutto in queste tre parole. Perché vivere soli significa davvero fare quello che pare senza dover dare spiegazioni o giustificazioni a nessuno. Forse l'unica occasione per poter fare davvero tutto ciò che si desidera. Perché non approfittarne? Nessun problema. Cucchiaino e vaschetta di gelato da un chilo per gustarsi il film in seconda serata? Perché no. Rientrare all'alba e dormire fino al pomeriggio senza che qualcuno storca il naso? Nessun problema. E nessuno che dica "Vuoi davvero uscire vestita così?".

Lo stesso vale per le cene con gli amici, il divano sempre libero pronto ad aspettare che vi spaparanziate come vi pare - anche nude -, mai più sparizioni sospette dal frigorifero. Per non parlare della libertà di avere il bagno tutto per sé, di non doversi preoccupare se la tv alta e la musica disturbano la coinquilina, di non lasciare i piatti sporchi nel lavello o la biancheria in giro.

Mai più nessuno che rientra prima del previsto e sul più bello, niente persone tra i piedi quando non hai neanche la forza di guardarti nello specchio o porte chiuse per un momento di intimità e relax. Avere tutta, ma proprio tutta la casa - che peraltro hai arredato proprio come piace a te, in ogni più piccolo dettaglio - a disposizione.

«Io non lo so perché ma ogni volta che tocca qualcosa di mio le si rompe in mano ora vorrei capire come comportarmi... - chiede consiglio una ragazza su un forum - ...normale che all'inizio ho sempre cercato di nn farla sentire in colpa e poi figurati cose che capitano......mo pero' basta....». Un classico

Poi ci sono i casi tragicomici. «Diciamo che in materia (coinquiline, n.d.R.) potrei scrivere un libro» » ha scritto una blogger del portale. «Ho abitato con la ragazza che vestiva multicolor e parlava in maniera "esplicita" con il ragazzo; la ragazza studiosa che rubava i piselli in scatola o il tonno alle altre; la brava ragazza iperpulita e silenziosa (un amore veramente); la ragazza approfittatrice, che non lava MAI e che fa una doccia ogni 5 giorni; la ragazza (più che ragazza, vista l'età) che non lava i capelli per ben 15-20 giorni (PAZZESCO, LO SO!!!), che ruba cioccolata, nutella e nesquik, che usa lo shampoo (ogni 15-20 giorni) e persino il DENTIFRICIO delle altre (che schifo!!! Sta' grande str**** vestiva tutto ck e poi non voleva tirar fuori 2 euro per un dentifricio!), di nascosto ovviamente». Tutto quello che è tuo resta tuo e di nessun altro, impossibile chiedersi se qualcuno ha usato quella costossima crema o quel meraviglioso bagnoschiuma che tieni da parte. Basta magliette e abiti che scompaiono per poi riapparire dal nulla o discussioni per decidere chi tiene il telecomando e chi è di turno a pulire.

«La mia coinquilina sono sicura che pulisce il bagno ogni giorno con una certa soddisfazione sociale - scrive un'altra blogger -. L'ho vista nascondersi dietro la porta della cucina dopo che un ospite se n'era servito, probabilmente lo disinfetta ogni volta che lo usa. Non è che ne potesse davvero fare a meno ma ha la stessa psicosi per il frigo. Ha una sorta di diabolica mania per le scadenze, butta via il latte dopo due giorni dall'apertura - non avrai mica intenzione di mangiare quella roba?- mi ha chiesto due giorni fa, guardando con schifo me e la mia confezione di pollo arrosto di sei giorni prima».

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Data: 26/4/2010 Visto: 32351


 
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