Basta lezioni di sesso a scuola
Fa discutere la decisione della Asl milanese che vieta ai propri operatori di fare educazione sessuale nelle scuole ai minori di 16 anni
Mentre nei licei e gli istituti superiori saranno installati distributori di preservativi, nelle scuole milanese non si faranno più lezioni di sesso: la Asl milanese ha vietato ai propri operatori di fare educazione sessuale ai minori di 16 anni. Da 30 anni l’Azienda sanitaria locale teneva degli incontri tra ragazzi e esperti, per rispondere alle domande che i giovanissimi ponevano loro in forma anonima, tramite questionari. Ma una circolare di una decina di giorni fa ha cancellato questi appuntamenti. D’ora in poi i ragazzi diventeranno “destinatari indiretti”, in pratica gli operatori potranno istruire solo mamme e insegnanti, che a loro volta istruiranno i figli. Peccato che l’attività funzionasse proprio perché aiutava i giovanissimi a superare l’imbarazzo che la maggior parte di loro proverebbe nell’affrontare certe questioni con genitori e insegnanti.
Naturalmente il provvedimento ha scatenato le proteste. Tra i primi a farsi sentire sono i Verdi e i Radicali. Secondo i Verdi si tratta di una decisione "folle", mentre i Radicali parlano di "attentato alla salute". Carlo Monguzzi, consigliere dei Verdi ha dichiarato: "Una delle cose più utili nella nostra scuola sono proprio le lezioni che i tecnici delle Asl hanno tenuto negli ultimi 30 anni ai giovani su sesso sicuro e profilattici, malattie e interruzione di gravidanza. Nella scuola l'importante è dare informazioni serie e documentate e formare i giovani alla capacità di decisione autonoma. Ora dopo le proteste di alcuni genitori questa cosa non sarà più possibile, ed è veramente grave perché non sempre i genitori o gli insegnanti sono in grado di svolgere questo ruolo". Dello stesso tenore le dichiarazioni del radicale Valerio Federico: "Da anni combattiamo affinché l'educazione sessuale venga potenziata, perché siamo convinti che solo attraverso la conoscenza i ragazzi possano iniziare la propria vita sessuale in modo responsabile".
Poi l'affondo: "L'occupazione ciellino-formigoniana della sanità lombarda continua a mietere vittime - ha sbottato Valerio Federico - noi radicali proponiamo esattamente il contrario di quello che impone ora la Asl: che sia obbligatoria nelle scuole l'informazione sessuale su tutti i metodi contraccettivi esistenti, per tutelare la libera scelta e la salute pubblica e diminuire il ricorso all'interruzione di gravidanza da parte delle giovanissime". A questo proposito, l'anno scorso i militanti dell'associazioe 'Enzo Tortora', insieme a un gruppo di ginecologi capeggiati da Silvio Viale e Maurizio Orlandella avevano organizzato banchetti fuori dalle principali scuole superiori della città, distribuendo materiale informativo e ricette per la pillola del giorno dopo. "Un'iniziativa che aveva riscosso grande successo tra i ragazzi, - ha concluso Federico - confermando l'importanza di dare ai giovani informazioni chiare su questi argomenti".
Voi cosa ne pensate? Se i genitori non sono in grado di dare un’educazione sessuale adeguata ai figli, è forse sbagliato che a farlo siano degli operatori specializzati?Oppure è meglio nascondere la testa sotto la sabbia pensando che gli adolescenti non abbiano comportamenti sessuali a rischio?
Naturalmente il provvedimento ha scatenato le proteste. Tra i primi a farsi sentire sono i Verdi e i Radicali. Secondo i Verdi si tratta di una decisione "folle", mentre i Radicali parlano di "attentato alla salute". Carlo Monguzzi, consigliere dei Verdi ha dichiarato: "Una delle cose più utili nella nostra scuola sono proprio le lezioni che i tecnici delle Asl hanno tenuto negli ultimi 30 anni ai giovani su sesso sicuro e profilattici, malattie e interruzione di gravidanza. Nella scuola l'importante è dare informazioni serie e documentate e formare i giovani alla capacità di decisione autonoma. Ora dopo le proteste di alcuni genitori questa cosa non sarà più possibile, ed è veramente grave perché non sempre i genitori o gli insegnanti sono in grado di svolgere questo ruolo". Dello stesso tenore le dichiarazioni del radicale Valerio Federico: "Da anni combattiamo affinché l'educazione sessuale venga potenziata, perché siamo convinti che solo attraverso la conoscenza i ragazzi possano iniziare la propria vita sessuale in modo responsabile".
Poi l'affondo: "L'occupazione ciellino-formigoniana della sanità lombarda continua a mietere vittime - ha sbottato Valerio Federico - noi radicali proponiamo esattamente il contrario di quello che impone ora la Asl: che sia obbligatoria nelle scuole l'informazione sessuale su tutti i metodi contraccettivi esistenti, per tutelare la libera scelta e la salute pubblica e diminuire il ricorso all'interruzione di gravidanza da parte delle giovanissime". A questo proposito, l'anno scorso i militanti dell'associazioe 'Enzo Tortora', insieme a un gruppo di ginecologi capeggiati da Silvio Viale e Maurizio Orlandella avevano organizzato banchetti fuori dalle principali scuole superiori della città, distribuendo materiale informativo e ricette per la pillola del giorno dopo. "Un'iniziativa che aveva riscosso grande successo tra i ragazzi, - ha concluso Federico - confermando l'importanza di dare ai giovani informazioni chiare su questi argomenti".
Voi cosa ne pensate? Se i genitori non sono in grado di dare un’educazione sessuale adeguata ai figli, è forse sbagliato che a farlo siano degli operatori specializzati?Oppure è meglio nascondere la testa sotto la sabbia pensando che gli adolescenti non abbiano comportamenti sessuali a rischio?
Libero News
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| Data: 29/6/2009 | Visto: 13686 |






