Non è un appellativo per fanatici della linea o vegetariani intransigenti: il biologico è un alleato della salute per ognuno di noi. Si sente continuamente parlare di pesticidi e alimenti contaminati e il piatto che cuciniamo sulla nostra tavola viene sempre più guardato con sospetto, mentre il prodotto bio garantisce una coltivazione naturale a vantaggio del gusto e dell'alimentazione. Cosa sono davvero questi prodotti che si forgiano di questa definizione?
Innanzitutto c’è tutto un mondo intorno. L’alimento biologico è un tipo di prodotto particolare; il risultato ultimo di un processo produttivo che rispetta l’ambiente, la natura e gli animali in ogni sua manifestazione e passaggio al livello superiore della catena produttiva. Partendo dalla coltivazione e passando per l’allevamento, il prodotto biologico rifiuta qualsiasi tipo di intervento chimico. Niente pesticidi per allontanare i parassiti delle piante, solo insetti pronubi che per natura si nutrono di parassiti e solo concime naturale per fertilizzare il terreno. Anche gli animali sono allevati solamente con prodotti biologici.
Esistono poi Enti appositi di certificazione come l’ICEA, riconosciuti dalla Comunità Europea e dal Ministero per le Politiche Agricole, che testano la consistenza dell’alimento e si preoccupano che esso rispetti le regole dell’agricoltura biologica in ogni passaggio, dalla coltivazione alla tavola degli italiani. Le coltivazioni biologiche sono strettamente controllate e bisogna solamente stare attenti che i prodotti abbiano sull’etichetta il bollino di riconoscimento. Esistono due percentuali diverse di concentrazione del biologico in un prodotto alimentare: 70%, 95%.
Solamente l’etichetta con il marchio europeo, la spiga di grano, certifica il 95%. Nei casi in cui la percentuale è inferiore al 95% l’etichetta non è presente e siamo sicuri di trovarci di fronte ad un prodotto con il 70% di bio. Sembra un sogno bucolico questo del prodotto biologico. Ma è davvero tutto oro ciò che luccica? Qualche piccola pecca c’è. I prodotti bio sono più cari. Gli esperti lo giustificano come il giusto valore a un tipo alimento superiore a tutto il resto e al complicato processo produttivo che maggiora i costi. Al consumatore resta la scelta finale, ma i benefici del bio sono sicuramente indiscussi.