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Un piatto a km zero - Al bando i prodotti alimentari che vengono da lontano e quindi inquinanti. Le italiane hanno riscoperto i prodotti locali e di stagione offerti dal territorio. Il sapore ci guadagna ma anche l'ambiente e il portafoglio

Un piatto a km zero

in Un post a tavola

Al bando i prodotti alimentari che vengono da lontano e quindi inquinanti. Le italiane hanno riscoperto i prodotti locali e di stagione offerti dal territorio. Il sapore ci guadagna ma anche l'ambiente e il portafoglio


Cucina e ambiente, un connubio perfetto. Che sia nel settore automobilistico o in quello industriale la sensibilità e l'attenzione per l'ambiente è sempre più alta e invade ogni momento della nostra vita. Quando comperiamo un'auto o quando cambiamo una lampadina prestiamo sempre più attenzione ai consumi. Ora si può estendere il concetto anche all'alimentazione e a tutte le ricette che prapariamo ogni giorno. Perché mangiare bene significa anche mangiare verde. E non solo nel senso degli ortaggi. Vediamo come.

Che l'alimentazione debba essere variata è noto a tutte. Ma che possa essere anche rispettosa dell'ambiente non è così evidente ed è proprio questo aspetto che deve essere adottato quando siamo in cucina. La parola chiave non è più solo cucinare come uno Chef  ma anche rispettare la sostenibilità. Una vera rivoluzione con benefici per tutti ma anche per l'ambiente. In questa esportazione dell'ecologia anche nell'alimentazione si possono giocare su vari fronti. Uno di questi è la provenienza del cibo: meglio favorire i prodotti offerti dal territorio o, se non se ne può fare a meno, quelli meno lontani. In altre parole meglio i gamberetti del mare del Nord che quelli provenienti dai Tropici, il viaggio che hanno fatto per arrivare fino al nostro piatto è meno lungo e quindi meno inquinante.

Gli esempi non mancano.  Secondo un recente studio della Coldiretti, il vino che dall'Australia finisce  sulle tavole italiane deve percorrere oltre 16 mila chilometri con un consumo di 9,4 chili di petrolio e l'emissione di 29,3 chili di anidride carbonica, mentre le prugne dal Cile devono volare 12 mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio e la carne argentina viaggia per 11mila km bruciando 6,7 chili di petrolio ed emettendo 20,8 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei. 

Non si tratta di cucinare in modo ecologico ma di cucinare in modo diverso, facendo attenzione agli sprechi. Meglio favorire i prodotti freschi e di stagione, piuttosto che quelli già preparati. Quando si fa la spesa al supermercato meglio evitare i prodotti provenienti da lontano: dovrano per forza essere trasportati in aereo, soprattutto se si tratta di prodotti ad alta deperibilità. Per combattere il carovita, l'inflazione e l'aumento del prezzo del petrolio che fa volare i prezzi del trasporto e si ripercuote sul prezzo dei prodotti, le italiane si vedono costrette a risparmiare e riscoprono i prodotti locali, tanto che due su tre li consumano con regolarità.  Ma la vera inversione di tendenza viene dagli States: nei punti vendita della catena americana Wal Mart di Los Angeles sopra il bancone dell'ortofrutta sono apparsi cartelli "prodotto locale".  Una svolta epocale se si considera che  gli Stati Uniti sono la nazione che ha inventato ed esportato il supermercato.
 
Libero News
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Data: 19/09/2008 Visto: 15799        
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