Milano: The Last Urrà!

Prima di dedicare tutta la nostra attenzione alla primavera che è ormai alle porte, diamo un ultimo sguardo a Milano e alle sue passerelle su cui, con grande stile, ha sfilato la donna del prossimo inverno

Milano: The Last Urrà! - Prima di dedicare tutta la nostra attenzione alla primavera che è ormai alle porte, diamo un ultimo sguardo a Milano e alle sue passerelle su cui, con grande stile, ha sfilato la donna del prossimo inverno
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Il freddo incalza, marzo si è timidamente affacciato nelle nostre vite, la primavera è attesissima e la Settimana della moda di Milano sta volgendo al termine per lasciare tutte noi libere di aspettare il sole e fare il cambio di stagione il prima possibile. Ma prima di salutare l’inverno definitivamente è meglio dare uno sguardo alle ultimissime tendenze.

Se fino ad ora una certa tendenza da vere signore aveva regnato incontrastata, se si esclude qualche rara eccezione un po’ eccentrica, l’ultima tranche di sfilate rivela un lato un po’ più sorprendente e, mentre Armani seduce con tailleur che non passano inosservati e forme morbide che scoprono la caviglia e suggeriscono atmosfere da Mille e una notte rivisitate in chiave postmoderna, Dsquared2 fa immediatamente pensare a Il Grinta, con jeans cappelli da Cow Boy e impermeabili lunghi. Insomma, anche la libertà di esprimersi ha reclamato, giustamente la sua parte.

Sempre sulla scia del bon ton, ma con tocchi di colore che riscoprono le tonalità arancio, si inserisce Mila Shon che osa più di Byblos ma forse meno di alcuni modelli Iceberg che non temono le cromie più accese.

Tentando di andare oltre, oltre le luci delle passerelle, le inaugurazioni, gli eventi mondani, i lustrini e i pettegolezzi, e persino oltre qualche eccesso che, però, non poteva e non doveva assolutamente mancare, è bello poter predire che la donna del prossimo inverno sarà felicemente femminile. I modelli che hanno sfilato sono riusciti a proporre spunti e suggestioni adatti a tutte le età e a tutti i caratteri a patto che quello che si vuole dimostrare con i vestiti che si indossano sia un modo di essere, una parte del nostro modo di pensare. Che si scelgano i toni cipria o quelli sgargianti, che si preferisca il mood anni Cinquanta-Sessanta, o quello anni Ottanta, poco importa: certo non siamo ciò che indossiamo ma in un mondo in cui l’apparenza è davvero tutto, molte, davvero molte cose, cominciano dentro l’armadio

Valeria Roscioni - Nexta

Data: 2/3/2011 Visto: 5171


 
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