Vegane sì, ma
sui tacchi a spillo

Lo stiletto "cruelty-free" - e all'ultimo grido - è una realtà consolidata

Bene non mangiare animali o derivati: ma come si fa con le scarpe e gli accessori? Andare in giro sempre in scarpe da tennis di tela non si può.

Ultima nata nell'universo delle scarpe chic ma "cruelty-free" è la collezione firmata dalla diva Natalie Portman perTe Casan con la collaborazione dell'attrice-stilista Kate Young.

«Come vegana, non vesto abiti che contengono pelle, pellicce e piume - ha dichiarato l'attrice lanciata ancora ragazzina dal film "Leon" -. E nonostante io ami fare shopping, non trovavo mai nulla che sia compatibile con la mia etica e che al contempo sia anche chic, soprattutto per quanto riguarda le scarpe».

La lungimirante e vegana convinta Stella McCartney è stata la prima a usmare l'affare e ha una linea di scarpe "politicamente corrette" dal 2002. Ma i fornitori cult restano quelli più abbordabile nei prezzi: uno è il celebre Vegetarian Shoes, fondato nel 1990 a Brighton, in Gran Bretagna, che alle ragazze vegan offre un'ampia scelta di ballerine e stivali acquistabili anche online. L'altro è lo statunitense, per meglio dire newyorkese, MooShoes, il cui motto è "Non si può essere fashion senza compassione".
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Data: 4/3/2008 Visto: 20774


 
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